meta – imaginaria
Un progetto artistico sperimentale realizzato nell’ambito del partenariato esteso “CHANGES -Cultural Heritage Active Innovation for Sustainable Society”, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU Spoke 9 CREST, che esplora nuovi linguaggi per una fruizione culturale radicalmente inclusiva e poetica del patrimonio, in stretta relazione con la Collezione Elena e Claudio Cerasi di Palazzo Merulana.
IL PROGETTO
Meta-Imaginaria – installazione digitale performativa che tesse relazione con il patrimonio culturale fra valorizzazione e innovazione, memoria e futuro, creando uno spazio dove l’arte continua a evolversi, a provocare trasformazione e a sorprendere: per una cultura viva e accessibile, aperta a nuovi pubblici.
Opera digitale performativa in cui linguaggi poetici e tecnologici sono messi in gioco in modo interconnesso: parole, azioni, segni, suoni e suggestioni, sono fili inestricabili di un unico discorso.
Meta-Imaginaria si nutre di ispirazione e di uno studio profondo delle fonti storico-artistiche, insieme a una sperimentazione continua dei linguaggi artistici e tecnologici più idonei a tessere relazioni tra le opere e un mondo plurale.
L’attenzione alle diverse percezioni è fondamentale e si esercita nella collaborazione con realtà come l’Ente Nazionale Sordi e l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), coinvolte fin dalle fasi creative. Accessibilità attraverso il Design for All: si crea con, non per.
Meta-Imaginaria è un’esperienza da vivere insieme, pensata per la condivisione, dal momento creativo fino a quello di una fruizione senza separazioni, in cui le realtà percettive ed espressive diverse di ognuno arricchiscono l’esperienza di tutti.
Il progetto artistico indaga l’interazione con i nuovi media tessendo un dialogo fra arte, pensiero e contemporaneità: la tecnologia, inclusa l’intelligenza artificiale (IA), utilizzata per mettere in relazione le performance attoriali con i dipinti, è parte di questa drammaturgia – strumento creativo al servizio di un’esperienza sensibile.
Il senso di Meta-Imaginaria riguarda l’intero processo creativo, fino all’installazione che considera la fruizione parte della performance. NuvolaProject ne cura direttamente ogni aspetto e realizza un’app AR ad hoc per entrare in contatto con le opere in modo naturale, personale e performante.
Il visitatore diventa attore e regista del proprio sguardo: ogni visita è una nuova performance, per un museo vivo che cresce nell’incontro.
Imaginaria propone un ulteriore medium poetico , introduce un’intelligenza artificiale che si apre al dialogo e accompagna la visita, intrecciando conoscenza e immaginazione.
Il progetto è firmato da NuvolaProject (Gaia Riposati e Massimo Di Leo)
e ha visto la collaborazione di: per CoopCulture Paola Autore; per Palazzo Merulana: Paola Centanni (direttrice), Serenella Di Marco (storica dell’arte), Benedetta Arena e Jandira Moreno; Miriam Mandosi (facilitatrice dei processi di coprogettazione); per il team ENS (sezione di Roma) Paola Severi e Chiara Lucia Conte (attrici segnanti); per il team UICI (sezione di Roma) Camilla Capitani, prof. Gennaro, Luciano Pulerà e Rosella Frittelli.
Fondazione CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Next-Gen Sustainable Society
IL PROCESSO CREATIVO
E LA TECNOLOGIA
Il nostro progetto artistico-tecnologico chimera indaga l’interazione con i nuovi media tessendo un dialogo di attraversamenti diagonali fra arte, pensiero e contemporaneità.
Un lavoro che si inscrive nell’ambito del Performing Media, che usa ‘intensamente’ la tecnologia, ma mai in modo pretestuoso.
Dunque usiamo i linguaggi tecnologici e poetici in modo interconnesso.
La nostra è una scrittura per parole, idee, immagini, segni, azioni, suoni e suggestioni, fili inestricabili di un unico discorso.
Il nostro è un immergerci nel rapporto con l’opera trovando la strada per raggiungerne il cuore e per far sì che sia l’anima dell’opera poi a emergere per raggiungere il pubblico.
Lo scegliere la realtà aumentata è parte della scrittura. Abbiamo progettato l’esperienza di fruizione di “Meta-Imaginaria” come parte dell’opera, come opera stessa.
Per noi è importante che il pubblico possa scoprire la nostra opera digitale senza perdere il contatto con l’opera pittorica che l’ha ispirata, in un gioco di percezione che non sovrascrive, ma che moltiplica la profondità del contatto, dell’esperienza.
Il visitatore diventa così attore e regista del proprio sguardo: ogni visita è una nuova performance, per un museo vivo che cresce nell’incontro.
Meta-Imaginaria introduce anche un ulteriore medium poetico: un’intelligenza artificiale che si apre al dialogo e accompagna la visita, intrecciando conoscenza e immaginazione e offrendo nuove possibilità di relazione con le opere.