Un dialogo tra Arte e Immaginazione
Un progetto che celebra l’incontro tra tradizione e innovazione, tra passato e futuro, tra il reale e l’immaginifico, creando uno spazio dove l’arte continua a evolversi, a provocare trasformazione e a sorprendere.
IL PROGETTO
“Imaginaria” nasce da un sogno di bambini e dall’esperienza di una vita di lavoro fra Arte e Teatro sul filo della Performance.
Abbiamo sempre pensato che le opere d’arte siano vive, che nei musei intessano relazioni fra loro e con il pubblico, creando dialoghi, storie e percorsi di pensiero su molteplici livelli, su diversi piani, che sappiano innescare rapporti fertili sempre contemporanei con la Storia e con chi la abita, con quelle persone cioè che, difronte alle opere, abbiano la voglia e la sensibilità di entrare in risonanza, per lasciarsi suggerire spunti di conoscenza e stimoli di riflessione.
L’esperienza di performer, che per molti anni ci ha visto collaborare al fianco di artisti contemporanei a dar vita a opere-ponte, facendo riverberare attraverso la nostra interpretazione i nodi dell’ispirazione artistica con una molteplicità di linguaggi, ci ha permesso di raggiungere il pubblico coinvolgendolo non solo a livello intellettuale, ma più profondo, fra personale e assoluto.
Il nostro è un progetto che nasce dalla relazione, per creare relazione.
Relazione/collaborazione la nostra da artisti con le opere d’arte con cui andiamo a interagire, che osserviamo, sentiamo, studiamo, interpretiamo, sul filo della conoscenza e della immaginazione. In dialogo, diamo corpo e voce alla suggestione, creando le nostre video opere digitali, che con linguaggio poetico fanno risuonare tutto quello che l’opera pittorica ci ha ispirato. Affiorano le idee degli autori, lo spirito del tempo – il loro e il nostro – mettendo in gioco la Storia e le storie. Prendono vita le sfide, gli equilibri, lo spazio, le forme, il ritmo, i colori. Riverberiamo il senso dell’arte che è seme, e lo offriamo all’incontro con il pubblico, perché a sua volta metta in gioco qualcosa di sé. La nostra interpretazione non vuole asserire ma suggerire.
Noi diamo il là con il nostro immaginario in azione perché i visitatori possano liberare il proprio, stabilendo un contatto personale fatto di rimandi, di ricordi e proiezioni di immaginazione.
“Imaginaria” è frutto di una ispirazione ma anche di un lavoro complesso, articolato, che ha previsto uno studio approfondito, fra indagine e ricerca, sulle tracce della Storia e delle storie del quadro, e del suo autore. A volte attraverso la viva voce dell’artista o almeno le sue precise parole, quando abbiamo avuto la fortuna di trovare interviste o dichiarazioni d’epoca, altre volte la ricerca ci ha portato a incontrare il pensiero degli storici dell’arte e dei compagni di strada degli autori, che ci restituiscono le idee dietro l’opera e inevitabilmente aggiungono per veli la loro visione, che invece di offuscare l’immagine la arricchiscono già di ulteriori luci.
Questo è l’arte, l’opera nasce dall’immaginario di un artista e accende l’immaginazione in chi la incontra.
Abbiamo dunque molto studiato per poi, fare nostro, introiettare, quello che abbiamo scoperto e abbandonarci a restituire con linguaggio poetico la vibrazione di una suggestione più profonda, che si è nutrita di conoscenza ma che ha liberato l’ispirazione.
Abbiamo creato le opere digitali di “Imaginaria” perché trasmettano gli elementi di questa conoscenza approfondita senza attutire l’emozione di un primo incontro, di un innamoramento a prima vista, allo stesso tempo segno di una attrazione epidermica e profonda, che scuote i sensi e l’anima.
IL PROCESSO CREATIVO
E LA TECNOLOGIA
Il nostro progetto artistico-tecnologico chimera indaga l’interazione con i nuovi media tessendo un dialogo di attraversamenti diagonali fra arte, pensiero e contemporaneità.
Un lavoro che si inscrive nell’ambito del Performing Media, che usa ‘intensamente’ la tecnologia, ma mai in modo pretestuoso.
Dunque usiamo i linguaggi tecnologici e poetici in modo interconnesso.
La nostra è una scrittura per parole, idee, immagini, segni, azioni, suoni e suggestioni, fili inestricabili di un unico discorso.
Attrice è Gaia Riposati, che dà voce e fa vibrare le parole dei testi scritti per le nostre opere performative digitali.
Attori sono le forme, le figure, i colori, i ritmi e le animazioni delle opere performative digitali.
Attori sono le opere pittoriche che hanno ispirato questa azione.
Attori sono le persone del pubblico che guardano le opere e mandano in vibrazione il proprio immaginario creando la performance nel suo totale.
Gaia Riposati e Massimo Di Leo
NUVOLAPROJECT
Il nostro è un immergerci nel rapporto con l’opera trovando la strada per raggiungerne il cuore e per far sì che sia l’anima dell’opera poi a emergere per raggiungere il pubblico.
Lo scegliere la realtà aumentata è parte della scrittura. Abbiamo progettato l’esperienza di fruizione di “Imaginaria” come parte dell’opera, come opera stessa.
Per noi è importante che il pubblico possa scoprire la nostra opera digitale senza perdere il contatto con l’opera pittorica che l’ha ispirata, in un gioco di percezione che non sovrascrive, ma che moltiplica la profondità del contatto, dell’esperienza.
Dunque alle otto video opere digitali performative si aggiunge l’opera istallazione “Imaginaria” che prevede l’insieme delle opere e le modalità di fruizione, il performare del pubblico che si muove nello spazio e nel tempo dalla visione all’incontro con le opere, spostandosi da un’opera all’altra, creando la sua regia nell’inquadrare i particolari, addentrandosi fra i dettagli, riguadagnando uno sguardo d’insieme arricchito dalla esperienza personale.
“Per il progetto Open Merulana, non poteva che essere incaricato il duo artistico di Gaia Riposati e Massimo Di Leo, NuvolaProject, per la realizzazione di un progetto di accessibilità museale e valorizzazione della collezione permanente, innovativo tecnologicamente, brillante nel contenuto, illuminante nel risultato. Si è proceduto con sinergia ed entusiasmo nella creazione di un’intima connessione tra gli artisti e gli storici dell’arte del museo, connessione che si riflette nel legame di approfondimento espanso e di rigenerazione dei contenuti, prodotti sulle opere oggetto della ricerca.
“Connessione” non è parola casuale in questo contesto poiché è nella relazione e nella fiducia reciproca che si sono indirizzati gli interventi digitali di NuvolaProject, dando modo di costruire Imaginaria, la mostra nella mostra, un ampliamento dello sguardo consapevole e scientificamente articolato sulla produzione di Antonio Donghi, Felice Casorati, Giuseppe Capogrossi, Antonietta Raphael, Franco Gentilini, Giacomo Balla.
La Scuola Romana e oltre, rinnovata nelle sue peculiarità grazie a NuvolaProject: in punta di piedi e poeticamente, Riposati e Di Leo sono diventati eredi di un pensiero e di una sensibilità artistica che rielaborano con profonda cura e rispetto del passato, da un lato, con grande creatività e originalità nel presente, dall’altro.
Attraverso Imaginaria, NuvolaProject costituiscono, quindi, la Scuola Romana che ancora vive e si rinnova, tra San Lorenzo e l’Esquilino, in una contemporaneità che sa già dialogare con il futuro.”
storica dell’arte, responsabile Ufficio Mostre e servizi educativi di Palazzo Merulana