L’opera fu vista per la prima volta dai coniugi Elena e Claudio Cerasi nel 1985 all’interno della retrospettiva dedicata al maestro, organizzata presso Palazzo Braschi. Gita in barca rappresenta una delle opere chiave nella produzione di Donghi nell’ambito della nuova figurazione e delle atmosfere fiamminghe qui rievocate: l’influenza di Balthus e l’atemporalità della rappresentazione conferiscono all’immagine un’ambivalenza di fondo visibile nello sguardo cristallizzato delle due giovani protagoniste. Per l’artista, nel segno della scuola romana, si parla in particolare di “realismo magico”, così come lo intendeva Bontempelli, in seguito alla definizione di Franz Roh: atmosfere rarefatte e figure estraniate e immobili, sguardi intensi e magnetici. Donghi scatta in primo piano nel 1922-1923: sicuramente la Biennale del 1922, in cui esponevano i loro capolavori Felice Casorati, fu fondamentale per definire la versione di astratta fissità “antica, gentileschiana come ebbe a scrivere Longhi, del suo realismo magico; la pittura impalpabile e smaltata, le figure incantate di una veridicità lenticolare: Donghi fu il vero poeta del silenzio imperturbabile, segno distintivo del clima romano. Egli crea un universo figurativo elementare, semplificato, attraverso una trascrizione del mondo lenta, in cui le “cose” (siano oggetti, paesaggi o persone) vivono una loro vita fuori dalle contingenze; in questa visione, lo stupore “magico” prevale.

Le opere digitali di NuvolaProject traggono ispirazione dall’opera, dalle parole dell’autore, rintracciate in testi e interviste e dalle osservazioni e riflessioni che la critica, soprattutto quella contemporanea alla realizzazione dell’opera, ha suggerito.

Testo dell'opera digitale

Testo di Gaia Riposati – NuvolaProject

Incanto.
Una barca sul fiume
sulle rive verdeggia la vegetazione cantano gli uccelli
pomeriggio d’estate
aria fresca
luce leggera carezza i volti
una canzone nell’aria a fior di labbra

no

non è vero

gli occhi guardano e dicono:
tutto questo non è vero!

Manca il vento.
Manca l’aria.
Il fiume non scorre.
La barca non si muove.
Gli uccelli non cantano, non ci sono.

Realtà. Realismo.

Illusione.

Mimesi
teatro di vita
rappresentazione artificiale.
Qui tutto è fermo, fermato per un istante sospeso, che serba il segreto del suo movimento… fisico e interiore.

Bocche punti Rossi
sigilli sulla realtà altra,
del pensiero
che non deve essere svelato.

Incanto

tempo sospeso per proteggere l’idea in tempi in cui è meglio tacere.
La vita vera è fuori dal tempo.

Ragazza bionda: Nego l’aria. Ne affermo la necessità. È tutto vero e niente lo è. Il silenzio dell’illusione grida la verità.

Ragazza mora: Magia. Il fondo dell’arte non è altro che incanto. Forse è l’arte il solo
incantesimo che ci è concesso.